Gli Arcieri
Storia e Cultura del Tiro con l'Arco
"L'arco per sua natura è personale ed unico:
prima per via del legno,
poi per via delle mani del suo costruttore
ed infine per via dell'arciere che lo utilizza."
(Robert Hardy, 1976)
Cenni Storici
L’arco rappresenta sicuramente una delle prime armi che siano mai state
inventate.
Pensato ed elaborato in tempi diversi e indipendenti, sconosciuto agli aborigeni
australiani, polinesiani e in tutta la zona della Micronesia, è invece
noto in tutto il resto del mondo.
Secondo le testimonianze storiche l’arco era ben noto almeno 30000 anni
fa e si può affermare che l'uomo sin dal Paleolitico conosceva, grazie
a questa arma, il sistema di colpire la preda a distanza di sicurezza
L' Occidente basa la sua cultura in epoche non eccessivamente remote se paragonate
ad altre zone e civiltà del passato. Infatti mentre l'Europa era ancora
abitata da popolazioni selvagge, la Cina si trovava già a livelli altissimi
di specializzazione. Confucio esponeva gli aspetti filosofici connessi all'arcieria
e, nel 2000 a.C. , l'arcieria costituiva parte delle arti da guerra cinesi e
"compagnie" di arcieri erano integrate nell'esercito. Quindi mentre
l'Europa segnava il passo, in Oriente ed in Africa si raggiungevano livelli
di abilità e di equipaggiamento che abbiamo raggiunto solo da pochi decenni.
Nei tempi biblici
esistevano già archi metallici o composti da materiali diversi ed è
grazie ad essi che le cronache egizie parlano di imprese incredibili, quali
una spedizione di caccia all'elefante che riportò un bottino di 120 animali.
Quanto gli antichi Egizi amassero i loro archi viene dimostrato dal Faraone
Tutankamon il quale ordinò che i suoi ventisette archi l'accompagnassero
nella tomba.
In un mondo che non conosceva gli odierni mezzi di locomozione, non va dimenticata
la grande abilità degli arcieri mongoli e giapponesi che erano in grado
di centrare il bersaglio scoccando frecce dalla groppa di un cavallo al galoppo.
La simbiosi tra arciere e cavallerizzo era d'obbligo: basti ricordare le orde
selvagge di Sciti, Babilonesi, Assiri, Persiani e Parti, armate di archi corti
e potenti.
In Europa la storia dell'arcieria è principalmente di stampo inglese.
In Inghilterra l'arco venne probabilmente introdotto dai danesi, cominciando
la sua diffusione dal Galles. Le cronache del tempo narrano di schiaccianti
vittorie dei Gallesi sui Sassoni, proprio in virtù dell'utilizzo dell’arco.
L'arco gallese era corto e pesante, ma di potenza formidabile: le frecce potevano
trapassare una porta di quercia dello spessore di 6 cm .
Dopo la conquista normanna l'arco gallese venne adottato in tutta l'isola anche
se modificato nella forma (meno tozza ) e nella lunghezza (210 cm ): da cui
l'appellativo di “long-bow”o arco lungo.
Il long-bow era comunemente usato dalla classe povera in quanto meno costoso
attrezzarsi con un arco ed una faretra piuttosto che con cavalli, armature e
bardature. Proprio questa parte di popolazione (denominata "liberi uomini
d'Inghilterra") che componeva le Compagnie di arcieri, sconfisse la cavalleria
francese nelle celebri battaglie di Crècy (1346) e Poitiers (1356).
Con l'avvento delle armi da fuoco (archibugi e bombarde) iniziò un graduale
declino nell'uso dell' arco: arco e frecce uscirono dalla scena bellica verso
la fine del diciassettesimo secolo cedendo definitivamente il passo alle armi
da fuoco.
Scheda dell'arciere Inglese
1. Proveniva dai villaggi e dai campi, non possedeva beni o ricchezze significative.
2. A volte era un fuorilegge od un lestofante perdonato.
3. Non era un uomo stimato, ma aveva abilità e forza, doti tipiche dell'abitante
delle campagne.
4. Si trovava a sua agio nei boschi, era abituato a gare e competizioni di tiro,
diffuse in tutti i villaggi.
5. Nell'esercito era inquadrato in truppe scelte, ben addestrare, efficienti.
Erano ben retribuiti, indossavano una comoda giacca allacciata alla vita ed
in testa portavano un elmetto di cuoio irrobustito con due listelle di ferro
incrociate.
6. Nel 1347 l'esercito di Edoardo III era così composto: 5.340 CAVALIERI
- 26.963 FANTI - 20.076 ARCIERI di cui 4.025 a cavallo.Qualunque fosse la grandezza
dell'armata, gli arcieri erano sempre presenti in un rapporto di almeno 2 a
1 fra le truppe d'assalto.
7. Tirava a 300 iarde o più con frecce leggere ed a 275 iarde con frecce
pesanti ed archi da combattimento dotati di libraggi notevoli.
L'arco Oggi
In età moderna il tiro con l’arco è divenuto uno sport molto
praticato e seguito, tanto da essere reintrodotto stabilmente fra le discipline
olimpiche nel 1972, dopo la sua esclusione dal 1920.
Gli archi come le frecce, hanno subito una notevole evoluzione e si posso classificare
essenzialmente in 3 tipologie: arco ricurvo (olimpico e arco nudo), compound
e long-bow:
- Arco Olimpico
Realizzato con un supporto centrale in lega leggera, munito di bilanciamento, di sistema di mira, la corda è di materiale sintetico; le frecce utilizzate sono realizzate in fibra di carbonio con pennaggio sintetico. - Arco Nudo
Frecce e geometria identiche all'olimpico (denominati assieme archi ricurvi), salvo l'assenza del sistema di mira e di bilanciamento. - Compound
Quest'arco è caratterizzato da due carrucole ell'estremità dei flettenti che, oltre a ridurre il carico di lavoro muscolare, permettono di raggiungere un'elevato carico di tensione, fino a 90 libbre. Altra particolarità rilevante è l'utilizzo dello sgancio meccanico che semplifica l'estensione ed il rilascio. - Long-Bow
L'arco tradizionale per eccellenza, è un arco monolitico con il centrale ed i flettenti fusi assieme a costituire una struttura unica. Contrariamente agli archi ricurvi, è caratterizzato da un unico raggio di curvatura che lo rende molto simile alla lettera D. Viene utilizzato in modo quasi esclusivamente istintivo, con frecce in legno ed impennaggi naturali.
Il Nostro Gruppo!
I nostri arcieri con l’introduzione del nuovo regolamento, rinverdiscono
senza dubbio il mito inglese del “tiro istintivo”, caratteristica
fondamentale dell'utilizzo del long-bow.
Il gruppo è in continua espansione ed evoluzione e si allena costantemente
tutto l’anno, migliorando gradatamente la propria tecnica e precisione
di tiro, per cercare di trovarsi a Settembre nella condizione migliore per riportare,
finalmente, a casa l’ambito Palio.
E' il gruppo che più ci fa sperare e sognare nella rovente prima Domenica
Settembrina.
La disfida tra i Rioni non rappresenta certo l’unico appuntamento a cui
prendono parte i nostri arcieri.
Come per gli altri gruppi di contrada gli impegni sono molteplici, e si dividono
in manifestazioni storiche di vario genere, dimostrazioni di tiro, vari tornei
di tiro con l’arco.

